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IL “CANZONIERE” DI PETRARCA

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Francesco Petrarca, come Dante, scrisse opere in latino e in volgare; tuttavia se Dante si impegnò nella ricerca di una volgare che avesse pari dignità rispetto al latino e utilizzò entrambe le lingue scegliendo l’una o l’altra per le sue opere in base al pubblico, Petrarca considerò sempre il latino la lingua ufficiale, erudita, inarrivabile nella sua perfezione e lo utilizzò per tutte le sue opere tranne che per il Canzoniere e il poemetto allegorico in terzine I Trionfi.

Le opere in latino, destinate ad un pubblico dotto, hanno carattere morale e filosofico. Il Canzoniere (titolo originale: Rerum vulgarium fragmenta, scritto tra 1335-1374) è invece una raccolta di poesie in lingua volgare (sonetti, canzoni, ecc.) scritte in occasioni diverse.

Petrarca chiamava queste sue poesie nugae, ovvero “bazzecole”, “cosucce” di poco conto, in realtà il paziente lavoro di limatura e di revisione, svolto dal poeta nel corso degli anni, testimonia il suo forte interesse per i componimenti di questa raccolta.

Alcune liriche della raccolta sono di argomento politico o religioso, ma in prevalenza si tratta di poesie d’amore: 366 componimenti scritti da dal 1335 fino alla morte del poeta e distribuiti in due parti: liriche in vita e liriche in morte di Laura, la donna che il poeta amò anche dopo la sua scomparsa.

Il sentimento per Laura è tormentato e genera in Petrarca un profondo dissidio interiore. Laura non è una figura astratta, ideale, ma è una creatura di questo mondo, descritta fisicamente (ha capelli biondi, occhi azzurri) e che subisce gli effetti del tempo che passa. Non è una donna-angelo come Beatrice, ma una donna vera, che non conduce Petrarca verso la vita eterna (come fa Beatrice che guida Dante nel Paradiso), ma al contrario lo tiene legato a terra, ai beni materiali. Laura non salva Petrarca, ma anzi lo allontana da Dio e dalla possibilità di salvezza eterna. Solo dopo la morte della donna, il poeta può trovare la pace interiore.

 

 

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

3 pensieri riguardo “IL “CANZONIERE” DI PETRARCA Lascia un commento

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