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LUIGI PIRANDELLO. VITA E OPERE

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BIOGRAFIA SINTETICA

Nasce a Girgenti (Agrigento) nel 1867, compie studi classici, si laurea a Bonn in Germania. Nel 1894 sposa Antonietta Portulano con cui ha 3 figli. Comincia a scrivere novelle e racconti.

Nel 1903, una grave crisi finanziaria (allagamento della miniera di zolfo nella quale la famiglia Pirandello aveva investito molti capitali) genera profondi problemi. La moglie, infatti, inizia a soffrire di disturbi psichici e viene curata in casa per 15 anni prima di essere affidata ad un istituto di cura. Pirandello naturalmente soffre per questa situazione, a tal punto da meditare il suicidio. Infine “rinasce” affrontando la vita e accettando la realtà per quello che è: un flusso continuo e caotico, una trasformazione inarrestabile che non può essere spiegata in maniera razionale né comunicata con le parole.

Nel 1924, subito dopo il delitto Matteotti, si iscrive al partito fascista, una mossa utile per ottenere appoggi da parte del regime. Ben presto però si accorge del carattere brutale del regime di Mussolini.

A partire dalla metà degli anni Venti, Pirandello comincia a girare l’Europa con una compagnia teatrale da lui fondata, ottenendo con i suoi spettacoli molti successi internazionali. Si lega all’attrice Marta Abba.

Nel 1934 gli viene riconosciuto il premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma nel 1936.

LE OPERE – SCHEMA SINTETICO

Pirandello è considerato uno dei maggiori autori del Novecento italiano ed europeo. La sua fama è legata ad una vasta produzione letteraria e teatrale, di vario genere, che possiamo schematizzare così:

Le novelle:

  • Comincia a scrivere novelle a 17 anni e continua fino alla morte: ne scrive in totale 251 pubblicate in riviste, giornali o in piccole raccolte.
  • Nel 1922 progetta la gigantesca raccolta Novelle per un anno che doveva contenere ben 365 novelle, una per ogni giorno dell’anno, distribuite in 24 volumi. In realtà le novelle sono 246 distribuite in 15 volumi pubblicati nel corso degli anni Trenta. Il progetto si ispirava chiaramente al Decameron di Boccaccio (100 novelle), ma a differenza del modello medievale, la raccolta di Pirandello non ha una struttura ordinata perché riflette la visione del mondo propria dell’autore: un mondo non ordinato e regolato da leggi, ma disgregato, contraddittorio, dove accadono cose prive di senso. Molte novelle sono di ambiente siciliano, altre sono ambientate a Roma, i personaggi appartengono al mondo popolare ma anche borghese, insomma queste novelle rappresentano la “varia umanità”, un mondo complesso e caotico.

I romanzi:

  • Nel 1893 scrive, su consiglio di Capuana, il suo primo romanzo di tipo “verista”, Marta Ajala (pubblicato solo nel 1901 con il titolo L’esclusa).
  • Nel 1904 esce Il fu mattia Pascal (primo romanzo umoristico e la sua opera più famosa)
  • Nel 1909 comincia a scrivere Uno, nessuno e centomila (pubblicato solo nel 1926)
  • Nel 1913 pubblica I vecchi e i giovani (in cui ritroviamo moduli veristi)
  • Nel 1916 pubblica Si gira… (poi ripubblicato col titolo Quaderni di serafino Gubbio operatore)

Come narratore Pirandello, quindi, parte dal modello del “romanzo verista” di Verga e Capuana (scrittori siciliani come lui), ma le vicende personali (la follia della moglie), l’influenza della psicanalisi di Freud, del pensiero di Bergson e di altri filosofi novecenteschi lo portano molto presto a superare il Verismo e ad elaborare la sua personale poetica “umoristica” (contenuta nel saggio L’Umorismo del 1908).

Il teatro:

  • Fase del teatro siciliano (1910-1916): opere teatrali di ispirazione “verista”, ambientate in Sicilia e scritte in dialetto.
  • Fase del teatro umoristico (1917- 1920): opere teatrali in lingua italiana nelle quali vengono smascherate (attraverso l’umorismo) la falsità e le contraddizioni del mondo borghese.
  • Fase del “metateatro” o “teatro nel teatro” (1921-1931): nel 1921 prima rappresentazione a Roma dei Sei personaggi in cerca d’autore (uno spettacolo rivoluzionario che non è compreso dal pubblico borghese romano abituato al teatro tradizionale). Nel 1925 questo dramma viene ripubblicato con l’aggiunta di un’importante Prefazione. I sei personaggi insieme a Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si recita a soggetto (1929) fanno parte della trilogia del cosiddetto “teatro nel teatro”. Seguiranno molte altre opere. Il “metateatro” consiste nell’abbattere le barriere tra attori e pubblico e trasformare quest’ultimo da spettatore passivo a soggetto attivo della rappresentazione (gli attori scendono in sala, si rivolgono direttamente al pubblico e lo coinvolgono nel dramma che si presenta in scena). Col “metateatro” Pirandello vuol dimostrare che non c’è più differenza tra realtà e finzione…il teatro è vita, o la vita è teatro? La differenza non c’è perché nella vita tutti “recitiamo” ogni giorno una parte, proprio come nel teatro.
  • Fase del teatro dei miti (1928-1933): ultime tre opere teatrali basate sul mito antico

Tutte le opere teatrali di Pirandello (43) sono state raccolte in un volume unico intitolato Maschere nude. Un titolo scelto dall’autore per indicare la volontà di togliere la maschera ai personaggi e rappresentare la nuda verità. Ricordiamo che il teatro pirandelliano ha influenzato tutto il teatro europeo del Novecento e anche il teatro napoletano di Eduardo De Filippo.

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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