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INGHILTERRA, SPAGNA, IMPERO ALLE SOGLIE DEL ‘600

L’INGHILTERRA DURANTE L’ETÀ ELISABETTIANA

Elisabetta I salì al trono d’Inghilterra il l 17 novembre 1558, a soli venticinque anni, e regnò fino al marzo 1603, per quasi cinquant’anni, con saggezza e grande abilità diplomatica. Nonostante le pressioni del Parlamento e di alcuni membri della corte, rifiutò di sposarsi (per tale motivo fu soprannominata la “regina vergine”).  L’economia inglese dell’epoca elisabettiana era dominata da agricoltura e allevamento (la ricchezza tradizionale del paese era la lana). L’aumento delle esportazioni produsse un miglioramento delle condizioni di vita: la popolazione crebbe e Londra si avviò a diventare una grande capitale europea dove il teatro dominava la vita culturale (sono gli anni di William Shakespeare).

Negli anni del suo regno Elisabetta difese la fede protestante, ma senza fanatismo. La politica di espansione marittima e commerciale fortemente voluta da Elisabetta determinò le più significative trasformazioni dell’epoca: una flotta potente in preparazione e un impero commerciale da costruire in America e in Asia. Nel 1584, in onore della regina, fu fondata in America Settentrionale la colonia della Virginia.

LA GUERRA TRA SPAGNA E INGHILTERRA: FILIPPO II CONTRO ELISABETTA

Lo scontro tra Elisabetta (regina d’Inghilterra) e Filippo II (figlio di Carlo V, dal quale aveva ereditato la Spagna, le colonie americane, Napoli, la Sicilia, Milano, i Paesi Bassi e la Franca Contea) fu determinato da cause commerciali, religiose e dinastiche.

CAUSE COMMERCIALI: A partire dal 1570 la pirateria inglese, guidata da Francis Drake, John Hawkins e Walter Raleigh, iniziò ad attaccare i cargo spagnoli nell’Atlantico che, provenienti dalle Americhe, erano ricchi di oro e argento. Questa lotta era autorizzata dalla regina, ma ufficialmente non era dichiarata alla Spagna.

CAUSE RELIGIOSE e DINASTICHE: la cugina di Elisabetta, Maria Stuart, regina di Scozia dal 1560, voleva ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra e conquistare il trono. Maria infatti era una possibile erede al trono inglese ed essendo cattolica, avrebbe potuto ottenere l’appoggio del papa e del re spagnolo. Questi ultimi nel tentativo di ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra inviarono gesuiti, agenti segreti e sicari per ordire complotti contro Elisabetta. La regina, attraverso alcune lettere sequestrate a Maria, venne a sapere che la cugina era in contatto con gli spagnoli e la condannò alla decapitazione nel 1586.

Non appena la notizia della morte di Maria Stuart giunse in Spagna, Filippo dichiarò guerra all’Inghilterra in modo esplicito. Filippo II organizzò l’Invincibile Armata, flotta costituita dal 130 navi, che però era dotata di una gittata corta e richiedeva l’avvicinamento dei nemici per sferrare l’attacco. A queste caratteristiche il comandante della flotta inglese, Francis Drake, contrappose una strategia volta a sfruttare la maggior gittata dei loro cannoni e soprattutto la maggiore agilità e velocità delle navi inglesi. Gli inglesi vinsero e la flotta spagnola, già semidistrutta, tornando in patria, fu annientata da una tempesta. Questo per gli inglesi fu un segno divino ed Elisabetta riuscì a governare fino al 1603, anno della sua morte.

FERDINANDO I E IL SACRO ROMANO IMPERO GERMANICO

Fratello dell’Imperatore Carlo V, Ferdinando fu educato prima in Spagna e poi nelle Fiandre. Dopo la morte dell’imperatore Massimiliano I, con il trattato di Worms (1521), entrò in possesso dell’Alta e della Bassa Austria, della Stiria, della Carinzia e della Carniola, cedutegli da Carlo. A tali domini aggiunse (1522) il Tirolo e il Württemberg. Nel 1521 aveva sposato Anna, sorella di Luigi II re d’Ungheria, quando questi morì fu eletto re di Boemia e d’Ungheria (1526). In Ungheria non riuscì tuttavia mai a esercitare la sua sovranità, perché la maggior parte di quel regno cadde successivamente in mano ai Turchi. Dopo l’abdicazione di Carlo V, Ferdinando I fu eletto imperatore (1558). In Austria favorì l’attività dei gesuiti cercando di frenare la diffusione della riforma protestante. Sul piano politico riorganizzò l’amministrazione dei territori sotto il suo potere, creando un’organizzazione politica molto efficiente che durò fino alla prima guerra mondiale.

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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