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LEZIONE # 2 – Il lessico

Il LESSICO (o vocabolario) è l’insieme delle parole di una lingua. Possiamo esprimerci in modo semplice, con pochi termini generici e di uso comune, oppure possiamo utilizzare un linguaggio ricco e vario per dare maggiore profondità e comunicare in modo più preciso il nostro pensiero…tutto dipende dall’ampiezza del nostro lessico, dalla capacità di utilizzare sinonimi e contrari, iperonomi, parole derivate, alterate, composte, ecc. Spesso commettiamo degli errori lessicali utilizzando parole inesistenti, o troppo generiche, oppure delle quali non conosciamo l’esatto significato. Esempi:

  • Ho fatto l’esame ieri = Ho sostenuto l’esame ieri (fare è un verbo generico, usiamo quello specifico)
  • Sono una persona arcaica = Sono una persona all’antica (arcaico si dice di un termine, non di una persona).

Il lessico della lingua italiana si è arricchito negli ultimi anni di molte parole nuove legate all’evoluzione della tecnologia. Si tratta principalmente di sostantivi e verbi presi “in prestito” dalla lingua inglese: mouse, internet, web, chat, social network, e.mail sono termini stranieri entrati nell’uso comune della nostra lingua. Ma ci sono anche parole e verbi già esistenti nel nostro vocabolario che si sono arricchiti di nuovi significati: “navigare in internet”, “utilizzare la rete”, “lavorare sulla piattaforma”.

Occorre distinguere tra:

  • lessico di base (parole che tutti conoscono e usano quotidianamente)
  • lessico comune (parole non di uso quotidiano ma conosciute da molti)
  • lessico specialistico (parole usate in campi specifici del sapere: es. lessico giuridico)

Proviamo ora ad arricchire il nostro vocabolario imparando a formare, nel modo corretto, le parole:

  • i NOMI DERIVATI si formano attraverso l’aggiunta di prefissi (in-cauto, a-tipico, ri-nato, s-finito, anti-camera) o di suffissi (barc-aiolo, marin-aio, scen-ario, ferrov-iere, orolog-iaio, comand-ante);
  • i NOMI ALTERATI (accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi, dispregiativi) si formano attraverso l’aggiunta di suffissi (ino, icino, icino, one, etto, otto, ucolo, uccio, astro, accio) che alterano il significato del nome (ragazzo= ragazz-one, ragazz-ino, ragazz-etto, ragazz-otto, ragazz-accio; poeta= poet-ucolo, poet-ino, poet-astro);
  • i NOMI COMPOSTI si formano unendo tra loro due termini autonomi (aggettivo+nome, aggettivo+aggettivo, verbo+nome, nome+nome, preposizione+nome, ecc.): franco-bollo, rosso-nero, porta-ombrelli, sotto-passaggio, ecc…

 

  • Gli IPERONIMI sono parole di significato generale che comprendono altre più specifiche (IPONIMI): Esempi:
    • pentola (iperonimo) comprende: tegame, padella, teglia (iponimi)
    • fiore (iperonimo) comprende: rosa, viola, margherita, ibiscus, ciclamino (iperonimi)
  • I SINONIMI sono parole di significato simile, appartenenti alla stessa categoria grammaticale (verbi, aggettivi, nomi, ecc.). Esempi: bello/piacevole/gradevole/incantevole; dire/riferire/riportare/comunicare; vedere/osservare/guardare. Attenzione, però, alle diverse sfumature di significato: “ti ho visto per strada” è diverso da “ti ho osservato per strada”.
  • Gli OMONIMI sono parole uguali graficamente ma di significato diverso: riso (atto del ridere / cereale); fine (scopo / termine); termine (fine / parola)
  • Gli OMOFONI sono parole di suono uguale, ma graficamente diverse e di significato differente (l’una /luna)
  • Gli OMOGRAFI sono parole graficamente uguali ma diverse di significato in base all’accento (sùbito / subìto)

 

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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