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LEZIONE # 6 – I verbi: istruzioni per l’uso!

Impossibile esaurire in una sola lezione sintetica tutto ciò che c’è da dire intorno al “verbo”, possiamo solo accennare ad argomenti che ciascuno potrà approfondire con l’aiuto di un testo di grammatica:

caratteristiche e struttura – ogni forma verbale è costituita da: radice + vocale tematica + desinenza: parl – a – no. La desinenza è particolarmente importante perché, variando, ci dà preziose informazioni (persona, numero, tempo, modo e forma dell’azione): parl-o, parl-avo, parl-erete, parl-ando, parl-erà…

funzione – all’interno della frase il verbo indica:

  1. l’azione che il soggetto (persona, animale, cosa) compie: corro, salto, leggo, cado…
  2. un modo di essere del soggetto: sono annoiato, sono stanco, sono felice
  3. una situazione in cui si trova il soggetto: mi trovo a casa, sto a scuola, sono al cinema
  4. ciò che il soggetto ha/possiede: ho un libro, possiedo un telefono

tempo – azioni, modi di essere, ecc. sono collocati nel tempo (presente, passato, futuro): ieri ho corso, oggi sono stanco, domani starò a scuola, tra due giorni avrò un telefono…

modo – l’azione o il modo di essere di cui si parla può essere riferito in modo preciso ad una persona (io dormo, tu dormivi, noi dormiamo…) o in modo indeterminato (dormire, dormiente, dormendo). Distinguiamo, quindi:

i modi finiti:

  1. indicativo – modo della realtà, della certezza (“posso, quindi vengo”)
  2. congiuntivo – modo della possibilità, dell’incertezza, dell’eventualità (“se potessi, verrei”)
  3. condizionale – modo dell’incertezza, dell’eventualità, dell’azione legata ad una condizione (“verrei, se potessi…”)
  4. imperativo – modo del comando, dell’esortazione, della preghiera, del divieto (“Vieni! Studiate! Fermi!)

i modi indefiniti:

  1. infinito – esprime in generale l’azione o lo stato (“mi chiedi di venire…non so se posso”)
  2. participio – “partecipa” della natura del verbo e di quella dell’aggettivo (visto, vedente)
  3. gerundio – esprime in modo indeterminato un’azione o uno stato (“potendo, ho pensato di venire”)

le coniugazioni – modi, tempi, persona e numero determinano le forme verbali ordinate e raggruppate all’interno delle coniugazioni che possono essere

  1. regolari (verbi il cui infinito ha la desinenza in -are / -ere / -ire)
  2. irregolari (verbi che nella flessione modificano la radice o la desinenza)
  3. verbi difettivi (sono quelli che all’interno della coniugazione mancano di qualche modo, tempo o persona: solere, urgere, ecc.)

La forma dei verbi può essere:

  • FORMA TRANSITIVA – l’azione passa (“transita”) dal soggetto all’oggetto: Luca legge il libro
  • FORMA INTRANSITIVA – l’azione non “transita” sul soggetto, ma si completa in se stessa: il gatto miagola, la luce splende, il sole brilla
  • FORMA ATTIVA – il soggetto compie l’azione: Luca (sogg.) legge (verbo attivo) il libro (compl.ogg.)
  • FORMA PASSIVA – l’azione ricade sul soggetto: Il libro (sogg.) è letto (verbo passivo) da Luca (compl. d’agente). N.B. Il soggetto della frase in forma attiva diventa complemento d’agente nella frase in forma passiva.
  • FORMA RIFLESSIVA – l’azione ritorna sul soggetto che la compie: Io mi pettino
  • FORMA IMPERSONALE – l’azione è priva di un soggetto preciso: Piove, nevica

Ricordiamoci infine che i verbi ESSERE e AVERE sono verbi ausiliari

  • quando “aiutano” se stessi o gli altri verbi nella formazione dei tempi composti: sono andato a casa (sono = ausiliario di “andare”), sono stato al mare (sono = ausiliario di se stesso); ho comprato un libro (ho = ausiliario di “comprare”), ho avuto paura (ho = ausiliario di se stesso)

…ma possono avere significato proprio:

  • ESSEREè verbo autonomo nel senso di “esserci”, “esistere”, “trovarsi”: sono a casa; sono in giro; Dio c’è; è “copula” quando unisce il soggetto ad un nome o ad un aggettivo insieme al quale forma il predicato nominale: sono bello; Lucia è alta; Pirandello è uno scrittore; Mario è avvocato
  • AVERE – è verbo autonomo nel senso di “possedere”, “ottenere”: Lucia ha una  bella casa; ho un buon libro; a scuola avevo buoni voti

 

 

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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