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LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. Appunti sintetici

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LA “GRANDE TENSIONE INTERNAZIONALE”. Verso la fine della “belle époque”, molte erano le tensioni (politiche, economiche, ideologiche) tra le diverse nazioni europee ed extraeuropee.  L’Impero ottomano era in pieno disfacimento e si era progressivamente ritirato dall’area balcanica, alla quale erano interessati austriaci e russi; l’Impero austro-ungarico comprendeva popoli di diverse nazionalità ed era minacciato al suo interno da forti spinte autonomistiche; la Russia zarista era un impero vastissimo ma politicamente ed economicamente arretrato; Germania, Francia e Inghilterra avevano avviato politiche particolarmente aggressive di espansione territoriale, colonizzando e sfruttando ampi territori abitati da popoli considerati “inferiori” (Africa, India e Asia) e avevano sviluppato ideologie nazionaliste e razziste.

Il Giappone, uscito vincitore dalla guerra con la Russia (1904-5), si affacciava sullo scenario politico internazionale come una nuova grande potenza. L’Europa, quindi, teatro di forti rivalità tra le grandi potenze, si era già da tempo divisa in due schieramenti, pronti a farsi guerra:

  • TRIPLICE ALLEANZA (1882), formata da Germania, Austria e Italia;
  • TRIPLICE INTESA (1907), formata da Francia, Inghilterra e Russia.

GERMANIA VS FRANCIA. La Francia covava un sentimento di rivincita, (il cosiddetto revanscismo), nei confronti della Germania fin dalla battaglia di Sedan (1870), in cui i tedeschi avevano sbaragliato i francesi, impossessandosi di due importanti regioni: l’Alsazia e la Lorena. In seguito a questa clamorosa sconfitta militare in Francia era stato deposto l’imperatore Napoleone III ed era stata proclamata la Terza Repubblica. La Germania invece aveva celebrato la vittoria con la definitiva unificazione nazionale e la proclamazione del Secondo Impero Tedesco (il Secondo Reich dell’imperatore Guglielmo I e del cancelliere Bismarck). La politica aggressiva della Germania – che sotto il nuovo imperatore Guglielmo II, divenne una vera e propria “macchina da guerra” grazie allo sviluppo dell’industria bellica – era basata su 3 fattori: NAZIONALISMO (realizzazione della potenza nazionale tedesca e della sua supremazia in Europa), IMPERIALISMO (politica di conquista territoriale ai danni di nazioni deboli e arretrate), PANGERMANESIMO (aspirazione all’unificazione di tutti i popoli di lingua e cultura tedesca). Tra Francia e Germania c’era anche una rivalità coloniale, poiché entrambe erano interessate a stabilire la loro influenza sul Marocco. Quest’ultimo fu infine spartito tra la Francia e la Spagna, mentre alla Germania vennero assegnate delle terre in compensazione: le “crisi marocchine” furono superate, ma la rivalità restava ancora molto forte.

RUSSIA VS AUSTRIA. Queste due potenze erano rivali a causa della questione balcanica, entrambe erano interessate a conquistare i territori appartenuti all’Impero Ottomano (Serbia, Montenegro, Bulgaria, Albania…). L’impero austro-ungarico, che non aveva ambizioni coloniali in Africa o in Asia, puntava ad espandere i propri confini nell’Europa balcanica soprattutto ai danni della confinante Serbia. Quest’ultima godeva della protezione russa in nome dell’ideologia panslavista (solidarietà dei popoli di lingua e cultura slava). I russi erano tradizionalmente interessati ai territori balcanici per aprirsi uno sbocco sul Mar Mediterraneo.

INGHILTERRA VS GERMANIA. Come abbiamo detto, la Germania di Gluglielmo II, ultra-nazionalista e fortemente militarizzata, nutriva grandi ambizioni politiche e puntava a sostituirsi all’Inghilterra come prima potenza mondiale.

ITALIA VS AUSTRIA. Nonostante l’Italia avesse aderito alla Triplice Alleanza, esisteva una forte tensione tra queste due potenze riguardo alla questione dell’irredentismo. Molti intellettuali (come D’Annunzio), nazionalisti e socialisti rivoluzionari, facevano pressioni affinché all’Italia fossero restituite le “terre irredente” (Trento e Trieste), cioè non liberate e ancora in mano agli Austriaci. Inoltre molti italiani pensavano che la nostra nazione dovesse avere un ruolo maggiore nel Mediterraneo al pari delle altre potenze industrializzate.

L’insieme di queste tensioni e rivalità trasformarono l’Europa in una “grande polveriera” pronta ad esplodere. L’assassinio a Sarajevo (28 giugno 1914) dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Impero austriaco, da parte dello studente serbo Gavrilo Princip, fu solo un pretesto. L’ultimatum e la successiva dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia fece scattare immediatamente il “gioco delle alleanze” e nel giro di pochi mesi un conflitto che poteva risolversi a livello locale si trasformò in guerra mondiale.

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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