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IL SETTECENTO E L’INIZIO DELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE. “SCALETTA” PER UN SAGGIO BREVE

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The Debutante (1807) di Johann Heinrich Füssli

 

INTRODUZIONE/TESI

Nella seconda metà del Settecento, grazie alla diffusione in tutta Europa delle nuove idee illuministiche, anche il ruolo delle donne all’interno della società comincia lentamente a cambiare.

SVILUPPO ARGOMENTATIVO

corso dei secoli la donna era stata sempre ritenuta inferiore all’uomo, incapace di prendere parte alla vita politica dello stato e relegata, all’interno della società, esclusivamente al ruolo di moglie e di madre. Si riteneva, inoltre, che una donna, dotata di minori capacità intellettive, non potesse dedicarsi al pari degli uomini alla scienza, alla letteratura o alle arti. Anche a causa di questi pregiudizi, non era mai stata data importanza all’istruzione femminile

Nella seconda metà del Settecento, in piena rivoluzione industriale e in concomitanza con la diffusione dei principi illuministici, la situazione progressivamente cominciò a mutare: in tutta Europa furono le donne dell’alta nobiltà o della borghesia colta a dar vita ai salotti letterari più importanti, ad ospitare intellettuali e artisti e ad animare discussioni culturali. In Francia anche le donne del popolo mostrarono coraggio e intraprendenza quando, ad esempio, durante la Rivoluzione francese, disperate per la mancanza di cibo, marciarono sulla reggia di Versailles (5 ottobre 1789), costringendo il re a rientrare a Parigi.

A_Versailles,_à_Versailles_5_octobre_1789

Ovviamente l’ondata di rinnovamento non riguardò tutte le donne, anzi la maggior parte di esse restò legata al ruolo di “donna di casa” e “madre di famiglia”, tuttavia alcune figure femminili di grande statura intellettuale emersero nella società e nella politica del tempo.

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Maria Teresa d’Austria – Ritratto di Gabriello Mattei

Innanzitutto va ricordata l’Imperatrice “illuminata” Maria Teresa d’Austria, donna istruita e intelligente, che capì “l’importanza e l’utilità per lo Stato” della diffusione della cultura e volle che in tutto l’Impero austriaco “si accrescessero i mezzi e gli aiuti della pubblica educazione” e che “fossero assistiti e promossi” tutti gli intellettuali nazionali e stranieri (P. Frisi, Elogio di Maria Teresa Imperatrice, 1783). Per Maria Teresa era questa la strada da percorrere per assicurare ai propri sudditi felicità e benessere

Anche in campo letterario emersero delle novità. Nei romanzi pubblicati nell’età dell’Illuminismo, troviamo un nuovo tipo di personaggio femminile: non più la ragazza fragile e sottomessa all’uomo, ma la donna spregiudicata, curiosa, che sa dissimulare i propri sentimenti, che finge di essere stupida o distratta, ma che in realtà, “osservando e meditando”, impara a vivere in società con astuzia, senza lasciarsi dominare dai maschi. È questo il caso della marchesa di Merteuil, giovane vedova parigina alla vigilia della Rivoluzione francese, protagonista del romanzo Le relazioni pericolose di P. C. de Laclos (1782).

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Illustrazione di C. Monnet della lettera XLIV delle Relazioni pericolose, 1796

Nel campo dell’arte, infine, va ricordata la straordinaria figura della pittrice Angelika Kauffmann, famosa e sicura di sé, che non a caso dipinse il proprio Autoritratto con il busto di Minerva (1780) circondandosi di oggetti di grande valore simbolico: un libro e una penna (per dimostrare la propria cultura) e il busto della dea Minerva (protettrice delle scienze e delle arti e anche simbolo di saggezza).

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Angelika Kauffmann – Autoritratto (1780-1785)

 

 

 

 

 

 

 

CONCLUSIONE

Popolane, borghesi o nobili, realmente esistite o inventate dalla penna degli scrittori, le donne nel secolo dei Lumi hanno avuto tutte il merito, con il loro esempio, di aver aperto la strada all’emancipazione femminile.

 

Alessandra Otteri Mostra tutti

ALESSANDRA OTTIERI, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (1998) e assegnista presso lo stesso Ateneo nel biennio 2000/2002, è docente a contratto presso l’Università “L’Orientale” di Napoli (dal 2004).
Ha collaborato con la cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea presso il DIPSUM dell’Università degli Studi di Salerno. Presso lo stesso ateneo ha svolto attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero (2010-2012) e ha conseguito un secondo dottorato di ricerca (2013).
Nel 2012 ha partecipato all'ASN (abilitazione scientifica nazionale) conseguendo l'idoneità al ruolo di professore associato di Letteratura italiana contemporanea. È docente di materie letterarie nella scuola superiore.
Tra le sue pubblicazioni: I numeri, le parole. Sul ‘Furor mathematicus’ di Leonardo Sinisgalli (Milano, Franco Angeli, 2002); L’esperienza dell’impuro. Filosofia, fisiologia, chimica, arte e altre “impurità” nella scrittura di Valéry, Ungaretti, Sinisgalli, Levi (Roma, Aracne, 2006); Fillia poeta e narratore futurista. Dal “futurcomunismo” al genere “brillante” (Napoli, Guida, 2013, nuova edizione accresciuta; I ed. Napoli, Dante & Descartes, 1999).
Dal 2004 è caporedattore della rivista di letteratura e arte «Sinestesie», per la quale ha curato alcuni numeri monografici, e dal 2010 è direttore, insieme a Carlo Santoli, del supplemento «Sinestesieonline».
Nel biennio 2007/2008 ha scritto elzeviri, cronache letterarie e d’arte per la terza pagina dell’«Osservatore romano».
Studiosa delle avanguardie e di poeti e scrittori del Novecento (Fillia, Sinisgalli, Ungaretti, Caproni, Valery, Primo Levi, Scialoja), ha pubblicato saggi e articoli su riviste letterarie e d’arte («Filologia & critica», «Filologia Antica e Moderna», «Critica letteraria», «Annali dell’Istituto Universitario Orientale», «Quaderni di scultura», «Wuz», «L’Isola», ecc.).

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